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#GiroFvg18: a Spilimbergo vince Alberto Dainese

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Un mito vero, uno capace di accendere davvero gli animi dei tifosi sulle grandi salite, quelle che fanno fatto la storia del ciclismo. Gilberto Simoni è arrivato a seguire il Giro Ciclistico Internazionale della Regione Friuli Venezia Giulia e ha inevitabilmente catalizzato l’attenzione degli appassionati: immancabili gli autografi, i selfie, le battute con i tifosi più attempati e meno avvezzi ai social network, ma ben consci di quello che “Gibo” ha fatto nella sua carriera. A dirla tutta, è giusto dire che l’ex re dello Zoncolan, da lui domato per la prima volta nel 2003, è tornato nella terra che gli ha spalancato le porte del grande ciclismo: tutti coloro che hanno dai trent’anni in su ricordano le sfide con Marco Pantani sotto i riflettori tra la metà degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio. In tanti gli hanno ricordato l’impresa fatta sul Matajur nel 1991, da dilettante, quando battè proprio il Pirata romagnolo per andare a vincere quell’edizione del Giro del Fvg.
“Sono davvero contento di essere qui – ci ha detto Simoni, sotto al palco delle premiazioni della prima tappa del Giro Fvg, sotto la pioggia -: è bello ritrovare amici e rivivere antiche emozioni, specie ripensando a quel Matajur che i corridori affronteranno nella seconda tappa. Di sicuro, il pubblico qui mi conosce per le vittorie sullo Zoncolan al Giro d’Italia, ma posso assicurarvi che in Friuli ci sono altre spettacolari salite”.
Simoni, sul Matajur, c’è già salito e ha già vinto: cosa devono fare i giovani del Giro Fvg per provare ad imitarlo?
“A dirla tutta, non ho un ricordo vivo di quella salita: mi ricordo che il tempo era brutto, un po’ come oggi. Devo ammettere che, per me, non esistevano salite dure o facili, leggere o pesanti. Quando la strada si inerpicava io partivo e andavo a sensazione. Sono sicuro comunque che la salita sia lunga ed impegnativa per i ragazzi che la affronteranno e bisogna fare in modo di non impallarsi”.
Il ciclismo dei giorni nostri è figlio della passione generata proprio dai grandi campioni della generazione dei Bugno e Chiappucci prima e dei Pantani e Simoni poi. Che ciclismo è e quali eventuali consigli per migliorarlo?
“Questo sport ha una sua tradizione consolidata: vuole migliorarsi, è vero, ma ha bisogno di risorse economiche. MI fa piacere vedere l’impegno di questi ragazzi che oggi si sfidano, sempre agguerriti e determinati, con biciclette tecnologicamente sempre più avanzate. Non si può dire se sia più bello o brutto, ma più difficile sicuramente si. Richiede grande impegno: questi ragazzi vanno ammirati sul serio”.
Francesco Tonizzo

E’ Alberto Dainese, portacolori della Zalf Euromobil Desiree Fior, la prima maglia gialla del 54° Giro Ciclistico Internazionale della Regione Friuli Venezia Giulia per élite e under 23. Sotto gli occhi del leggendario Gilberto Simoni, il veneto della Zalf è stato abile a mettere la propria ruota davanti a tutti sotto al traguardo di Spilimbergo, all’ombra del Duomo, dopo 166 chilometri della tappa partita da Fagagna, in provincia di Udine, e che si è sviluppata tra San Daniele, terra dl prosciutto, Maniago, capitale delle coltellerie e il territorio dei Magredi di Pordenone.Dainese, assieme ad altri 13 compagni di fuga tra i quali i quotati Iversen e Sokolov è stato protagonista di un’azione iniziata a oltre cento chilometri dall’arrivo nella città del mosaico. Il gruppo inseguitore non è mai riuscito a colmare il gap. Il massimo vantaggio degli uomini in avanscoperta ha superato i tre minuti.
Dainese ha preceduto nell’ordine d’arrivo il duo della Petroli Firenze Hoppla formato da Jalel Duranti e Juri Colonna.
Venerdì 7 settembre si corre la seconda tappa, da Feletto Umberto (Udine) al rifugio Pelizzo sul monte Matajur: 153 chilometri, con un Gran Premio della Montagna al santuario di Castelmonte e l’arrivo in salita a quota 1320.La partenza da Feletto è fissata per le 12.30, l’arrivo in quota è previsto dopo le 16.
Sabato 8 settembre è invece a calendario la terza ed ultima tappa, da Lignano Sabbiadoro a Gorizia di 158 chilometri.

Ordine d’arrivo.1) Alberto Dainese (Zalf), 166 km in 3 ore, 28′ e 55″, alla media di 47,3 km/h2) Jalel Duranti (Petroli), stesso tempo3) Yuri Colonna (Petroli), st4) Dmitrij Sokolov (Lokosphink), st5) Rasmus Iversen (General Store Bottoli), st6) Robin Froidevaux (Akros), st7) Flavio Tasca (Work Service), st8) Tadej Pogakar (Ljubiana), st9) Nicola Breda (Zalf), st10) Andrea Di Renzo (Porto Sant’Elpidio).

Credits: FotoBolgan

Fonte: Ufficio Stampa Libertas Ceresetto

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