Rugby Union Fvg: il bilancio del presidente Massimo Ferrarin

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Si è concluso il 2018 e se anche i risultati in campo della Rugby Udine non hanno ancora dato i frutti sperati il Presidente Massimo Ferrarin manifesta fiducia nel tecnico e nella attività fino ad ora svolta.
“Prima di parlare dei risultati sportivi ci tengo ad annunciare che i lavori di realizzazione del centro sportivo sono in via di completamento.
Abbiamo terminato il secondo campo di allenamento con la posa in opera delle torri per l’illuminazione e dei corpi luminosi e scavato le fondazioni per realizzare la nuova palestra e gli spogliatoi che verranno posizionati in opera entro il mese di gennaio del 2019.
Confidiamo di inaugurare il centro sportivo in occasione del torneo di Città di Udine.
Abbiamo anche chiesto al Comune di Udine di intitolare il centro sportivo a Marco Pellegrini, storica figura del rugby udinese ed è in corso la procedura per questo.”
Il Presidente Ferrarin ha poi sottolineato e ringraziato chi svolge il costante lavoro di manutenzione dei campi e delle strutture in corso dall’inizio della stagione che ha riguardato anche lo stadio di via del Maglio e per il quale il Comune di Udine ha previsto i lavori di copertura della tribuna dopo 40 anni dalla costruzione dell’impianto.
Dal punto di vista sportiva il tecnico Sgorlon e tutto lo staff stanno lavorando intensamente da luglio per dare far assimilare il progetto sportivo e tecnico della Rugby Udine ai giocatori ed anche se i risultati non sono ancora arrivati il presidente Ferrarin nutre fiducia ed invita alla pazienza.
“E’ necessario avere fiducia nei propri mezzi e nel gioco che viene richiesto dal tecnico che prevede maggiori sacrifici dei giocatori ma quando la squadra gioca non ci sono avversari che possano fermarci. Devono ancora decodificare al meglio le situazioni che gli si presentano davanti ma partite come quella del Valpolicella non sono frutto del caso.
L’atteggiamento mentale dei giocatori è l’aspetto su cui il tecnico sta lavorando di più.”
La Rugby Udine è poi cresciuta nei numeri in tutte le categorie a dispetto del calo di tesserati che si rileva in regione e grande fiducia viene riposta nella stagione primaverile quando avranno inizio i nuovi progetti di reclutamento nel settore iuniores.
Il rugby in Friuli Venezia Giulia invecchia, nel senso che aumentano, anche se di poco, i tesserati tra gli allenatori, i dirigenti di società, i giocatori “Old” (quelli che in altri sport vengono chiamati “Amatori”), ma calano sensibilmente i numeri nel Minirugby e nelle categorie Juniores.
Dagli atti dell’ultima riunione del Comitato Fir Fvg, tenutasi prima di Natale cui la Rugby Udine non ha volutamente partecipato per non avallare la gestione ad oggi fallimentare, il presidente Claudio Ballico ha comunicato che rispetto al 2017 vi è stato un ulteriore calo del 2,7% nel settore Minirugby e del 3% in quello Juniores. Il totale dei tesserati si attesta al 10 dicembre 2018 a 2436 tesserati totali con un netto e significativo calo rispetto i 2842, che si registravano nello stesso periodo del 2016 nella relazione conclusiva del delegato regionale prima della istituzione del comitato regionale.
E’ vero che tutto il rugby italiano ha registrato nell’ultimo biennio una leggera flessione (causata forse anche dagli scarsi risultati ottenuti dalla Nazionale azzurra, che è il volano di tutto il movimento), ma il fenomeno può essere quasi fisiologico in altre regioni come il Veneto o la Lombardia che già hanno un’alta densità di club e di giocatori; non in Friuli Venezia Giulia, un’area ancora praticamente “vergine”, che può e deve tuttora esprimere a pieno tutte le sue enormi potenzialità.
Ci sono ancora zone importanti scoperte nella regione: si pensi a Cividale, Tolmezzo e Sacile.
Non aiuta il fatto che il Friuli Venezia Giulia non schieri più una rappresentativa Under 16, preferendo mandare a giocare i propri atleti con i Dogi, la selezione veneta e non svolga alcuna attività promozionale come si faceva in passato ad esempio con il grande raggruppamento di Villa Manin o il Gran Galà del Rugby regionale.
“Sono sicuramente contento per i ragazzi della Rugby Udine che sono stati convocati” – continua Ferrarin – “ma sono più dispiaciuto per quelli atleti della nostra regione e degli altri club che potevano rappresentare la loro terra e dimostrare il loro valore.
La domanda a questo punto è: che senso ha avuto passare da delegazione a comitato, se poi il risultato è stato quello di tornare “vassalli” del Veneto?”
Da una parte il Comitato, guidato da Claudio Ballico e le società che l’hanno sostenuto vuole portare il movimento sotto il controllo del Comitato Veneto e dall’altra la Rugby Udine e le società che ne condividono la visione rivendicano maggiore autonomia e spirito di iniziativa.
“Nella sua relazione di dicembre – è il commento del presidente bianconero Massimo Ferrarin – il presidente Ballico ha esortato le società ad organizzare attività promozionali ed azioni di proselitismo per fermare l’emorragia di tesserati, ma non ha proposto la benché minima ricetta, non un programma, non un’iniziativa, non una progettualità. Il comitato dovrebbe svolgere un ruolo propulsivo per tutto il movimento o no? Una volta la delegazione regionale organizzava un bellissimo torneo studentesco con atto finale nella epica cornice di Villa Manin. Ora non si fa nulla che sia minimamente accostabile ad iniziative come questa. Ed è solo l’esempio più eclatante. Poi ci lamentiamo che i tesserati calano?”.

Fonte: Rugby Union Fvg

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